Risposta diretta: non sostituire il documento di tua iniziativa. Chiedi alla Questura una risposta scritta su documenti sostitutivi, impossibilità consolare o autocertificazione ammessa. Passaggi: 1) richiedi al consolato una dichiarazione sull’impossibilità; 2) conserva ricevute e rifiuti; 3) invia l’integrazione entro il termine. La valutazione è individuale. Esempio: se il registro civile del Paese è sospeso, allega la certificazione consolare e chiedi quale prova alternativa accettano. Fonte: Portale Immigrazione; art. 5 TUI; verifica 24/10/2026.
A chi si applica: Chi non riesce a ottenere un certificato straniero richiesto e deve dimostrare l’impossibilità prima di proporre un sostituto.
Passaggi operativi: 1) chiedi all’autorità estera o al consolato una risposta scritta che documenti l’impossibilità di ottenere il certificato; 2) verifica nell’elenco della Questura se è ammessa una dichiarazione sostitutiva o un documento alternativo; 3) invia certificato disponibile, prova del rifiuto e spiegazione entro il termine della richiesta; 4) chiedi una proroga prima della scadenza se devi attendere l’autorità estera e conserva il protocollo.
Documenti da conservare: richiesta al consolato o registro estero, risposta negativa, ricevute dei tentativi, passaporto e comunicazione della Questura.
Termini e costi verificabili: Rispetta il termine indicato nella richiesta di integrazione; costi di traduzione e legalizzazione dipendono dal Paese.
Eccezioni e casi particolari: L’autocertificazione non sostituisce automaticamente un atto estero: serve una base normativa o l’accettazione dell’ufficio.
Se la procedura si blocca: Chiedi per iscritto quale alternativa è ammessa e invia comunque la prova dell’impossibilità entro il termine.
Esempio pratico: Se il registro civile è sospeso, la persona allega la dichiarazione consolare e chiede quale documento sostitutivo accettare.